Un po per gioco, un po per moneta


Con clamoroso ritardo mi sto avvicinando al mondo della moneta “che non si capisce bene cosa sia”, almeno all’inizio: il Bitcoin.

Ritardo perché ovviamente di questa moneta mi interessa più che altro il lato pionieristico, quello da hacker, quello che ricorda per similitudine di termini quel bel gioco che è Minecraft. Sto facendo esperimenti quindi col bitmining ovvero la generazione di soldi dal nulla, il decodificare blocchi di hash table per battere moneta. Si certo, il Bitcoin da quando è scambiabile con altre valute da una parte ha perso il suo pregio di indipendenza ma dall’altro ha guadagnato la possibilità di essere convertito e reso paritario a qualsiasi altra valuta, per cui basta scambiarlo per avere qualche coin; no, non 1 Bitcoin dato che il suo valore di scambio con l’Euro ad esempio è di 1 a 328 (euro). Molto variabile nel medio termine.

Sempre più diffuso, con qualche grattacapo recente, sta diventando sempre più una valida alternativa alla tradizionale valuta, essendo completamente slegato dal mercato finanziario.

Qui volevo parlare però della pratica, diffusa, diffusissima, della generazione di questa moneta, la quale si affida – in termini molto semplicistici – al calcolo massivo svolto da decine di migliaia di farm di calcolo; alcune enormi, alcune – come la mia – appena sopra la soglia del ridicolo ( e dell’improduttivo). Chiaramente chi genera soldi non si tiene tali soldi (anche se sarebbe decisamente più interessante), ma una piccola, quasi infinitesimale percentuale. Bisogna poi considerare che la difficoltà di generazione è sempre in aumento (si tratta di complessi calcoli) per cui per essere efficaci v’è bisogno realmente di tanta potenza.

In questo senso, per iniziare, può bastare una scheda grafica ed utilizzare la sua GPU per “minare”. Non si otterranno grandi risultati ma si può iniziare a costo zero ad imparare a comprendere il meccanismo. Poi si passa a piccole unità di calcolo, che adottano CPU estremamente dedicate e versatili (delle FPGA per chi è un poco pratico di elettronica), le quali possono stare tranquillamente su una pennetta USB.

Una pennetta USB è già 200 volte più prestante di una scheda grafica ordinaria da PC. Pensiamo poi a decine e decine di queste pennette collegate in parallelo (ciascuna costa sui 30 euro), ed otteniamo il risultato che tanti piccoli pezzettini di Bitcoin che finiscono nel nostro wallet (il portafogli personale) vanno a formare una cifra che si avvicina allo stipendio medio mensile di un qualsiasi – bistrattato – tecnico informatico. Sui 1000 euro per intenderci.

L’idea è partire con una base, una decina di pennette, e poi man mano che si vanno a ripagare continuare in crescita fino a costruirsi un degno sistema di calcolo. Oppure partire da subito con una spesa che facilmente arriva ai 15000 euro ed avere un mostro che genera utile fin da subito.

Ecco qui un esempio di una pennetta piuttosto interessante che sto provando in questi giorni:

ant miner u2Come detto prima, per iniziare a macinare qualcosa di interessante bisogna pensare di dotarsi di un hub usb piuttosto robusto in termini di alimentatore di corrente (ciascuna pennetta si mangia 2 Ampére ai canonici 5 Volt di corrente), poi con un occhio ai consumi (altrimenti tutto l’utile generato finisce in bolletta elettrica), collegare l’hub con le pennette ad un nano-PC, ad esempio lo stupendo RaspberryPi che è una sorpresa continua per quello che permette di fare di volta in volta.

Infine per avere il proprio stipendio integrativo, ecco una classica configurazione in batteria di pennette:

Non è certo con intento esaustivo che lascio queste poche indicazioni su questo interessante mondo a parte; questo un po perché lo sto scoprendo man mano, ed anche perché solo per quello che ho appreso in 4 giorni ci sarebbe da scriverne un corposo e micidiale librone.

Dato che di libri sull’argomento ve ne sono, lascio a chi più erudito di me in materia il compito di spiegare e mi ritiro a “scavare soldi”, sperando almeno di aver attirato la vostra attenzione su qualcosa di poco conosciuto.

 

2 commenti

  1. Avevo una domanda a riguardo. Ma se vorrei scavare bitcoins da un pc di fascia bassa (notebook con 2 Gb di ram e 1,5 Ghz dual core) mi servirebbe la pennetta antminer, giusto? La domanda era, potrei far funzionare su uno stesso pc più pennette? Grazie mille

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    • Ciao, per scavare basta anche meno (io lo faccio con un RaspBerry PI che consuma poca energia). Per far funzionare assieme più pennette si può usare un hub usb (ce ne sono da 4 fino a 100 e più porte). Con una sola AntMiner lo scopo rimane confinato nel limbo della ricerca ed esperienza personale, mentre si inizia a macinare qualche soldino dalle 10 pennette in su. Tieni presente che le pennette scaldano, il dissipatore a bordo conta poco, per cui ci vuole una ventolina tipo quelle da PC per raffreddarle. Se sei interessato a come fare sul RaspBerry nel link a seguire puoi trovare un esempio: http://www.instructables.com/id/Bitcoin-Mining-using-Raspberry-Pi

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