i “rompicoglioni” e i “cagacazzi” – disamina di entrambe le categorie


Da bolognese d.o.c. mi sento in dovere di illustrare le differenze tra queste due categorie di persone (e di clienti); di acqua sotto i ponti ne passa e di gente, svariati esponenti, ne è passata (o persiste con futile pervicacia) nel raggiungimento di un’obiettivo comune – per quanto non dichiarato – di sfracellarmi i maroni.

Se dunque il risultato è il medesimo sono personalmente incline a prediligere, seppur marginalmente, la categoria dei “cagacazzi”.

Iniziamo dal peggio.

I Rompicoglioni.

Sono persone tronfie e piene di sé, col sapere  sulla punta della lingua; non mancano mai di metterlo a sfoggio, infilandosi a spron battuto in situazioni e ragionamenti volutamente complessi dai quali poi, per loro limite e ignoranza non indifferenti, emergono con epiche figure di sterco alle quali faticosamente resisto nell’apostrofarli come conclamati coglioni (e con maggior gusto personale nel dimostrarlo di fronte al loro capo).

Essi sono così perché qualcuno ha lasciato loro credere per troppo tempo di essere estremamente esperti negli argomenti sui quali esercitano (e in alcuni casi perché tutti sanno essere coglioni, indi non li considerano). Alzano la voce per far valere le loro idee, biascicando termini tecnici in finto inglese (che tanto non sanno) infilati nel discorso, completamente a caso, per darsi un tono. Reputano che, avendo pagato qualcosa (seppur una manciata di euro), abbiano il diritto di considerare altri come loro personali schiavi, con tutti gli annessi di questa definizione. Quando poi si trovano a corto di argomenti, insultano.

Le mie risposte standard per loro sono:

1. Scusa, non stavo ascoltando, puoi ripetere?

2. Fatti curare.

I Cagacazzi.

Questi non differiscono di molto dai rompicoglioni se non per il tono sottomesso con cui si presentano, con quella snervante timidezza che permette loro di non essersi ancora spiegati bene dopo 8 telefonate consecutive.

Per mia natura sono incline a fornire assistenza se qualcuno la chiede gentilmente e ad aiutare coloro i quali è evidente che non ce la possono fare da soli.

E’ per questo che i cagacazzi sono per me la categoria più pericolosa, quella che mi fa perdere più tempo. Perché alla fine questi timorati, continuando a non capire una mazza nemmeno di quello che vogliono, si arrendono e chiudono la partita – magari dopo giorni e giorni di lavoro – con un “Ah, beh, allora dai mi sembra una cosa difficile, non la facciamo più”.

E io rimango li come uno stronzo.

6 commenti

  1. Davvero notevole, mi hai cambiato in meglio la giornata! Perché quando peschi dai meandri oscuri del cervello uno sendido CAGACAZZI come termine, col quale fieramente etichettare il tizio che in molteplici occasioni ti ha svangato la minchia col suo atteggiamento e poi, dopo aver trascorso una mezza giornata a sentirti soddisfatto di ciò, vai effettivamente a verificare se la parola era appropriata (e lo è per davvero) ti autoconvinci che effettivamente Dio esiste 😎

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Scrivi una risposta a Stefano Stegani Cancella risposta