Perché il Piano Voucher per la Banda Ultra Larga è brutto


Dalla definizione presa dal sito web Infratel – Banda Ultra Larga https://bandaultralarga.italia.it/piano-voucher-fase-i-faq/

Il Voucher di fase I è dedicato alle famiglie con ISEE inferiore a euro 20.000 e consiste in uno sconto sul canone di abbonamento a servizi di connettività Internet a banda ultralarga in caso di nuove attivazioni di utenze di rete fissa e nella fornitura di un personal computer o tablet. Il contributo per l’acquisto di personal computer o tablet è erogato solo nel caso di contestuale attivazione del servizio di connettività.

  1. Primo Errore: il Voucher non sarà nelle disponibilità dell’utente ma reso come forma di sconto in fattura / bolletta all’utente dall’Operatore aderente.
    • Perché è un errore? Lo è perché l’Operatore potrebbe definire un prezzo arbitrario ad una o più offerte e su queste applicare la scontistica fissa; questa soluzione lascia spazio a situazioni come i “SALDI di fine Stagione” ovvero i capi di abbigliamento che prima dei Saldi costavano ad esempio 49 euro e duranti i Saldi costano 59 euro scontati di 10 euro ( = 49 euro). Non c’è nessun tipo di definizione dei costi delle offerte che l’Operatore deve rendere disponibili agli utenti (ma solo le caratteristiche tecniche di riferimento, che vedremo più avanti).
  2. Secondo Errore: in sede di Comitato Banda Ultralarga (COBUL) alcune Regioni hanno richiesto di limitare la misura voucher ai cittadini residenti in determinati territori.
    • Perché è un errore? E’ chiaro che i fondi destinati all’iniziativa siano limitati ma con alcuni accorgimenti (vediamo più avanti quali) era possibile renderli ugualmente disponibili a tutto il territorio nazionale: in questo modo viene creata una disparità evidente dato che solo alcuni possono accedere al voucher mentre altri – ugualmente e potenzialmente beneficiari – no.
  3. Terzo Errore: la fruizione del contributo è vincolata alla fornitura di un dispositivo Tablet o Notebook.
    • Perché è un errore? Io utente potrei avere già il mio dispositivo o volerne nel caso scegliere uno, quello che a me aggrada, senza dover per forza prendere quello che l’Operatore mi da “in bundle” all’offerta; quelli che gli Operatori devono rendere disponibili, devono avere tassativamente queste caratteristiche minime:

È richiesta la fornitura di Tablet o Personal Computer, di cui i beneficiari acquisiranno la proprietà trascorsi 12 mesi dall’attivazione del contratto, aventi le seguenti specifiche tecniche minime https://bandaultralarga.italia.it/piano-voucher-fase-i-manuale-operativo-e-documentazione/ ):

1) Tablet
CPU: 4 core; 2 GHz o superiori
RAM: 4 GB o superiori
Dimensioni Schermo: maggiore di 10 pollici
Risoluzione Schermo: Full-HD (risoluzione minima del lato corto: 1080 pixel) o superiori Memoria interna: 64 GB o superiori
Connettività: Wi-Fi, Bluetooth, USB
Fotocamera: 8 Mpx ƒ/1.9
Batteria: 6000 mAh o superiore
2) Personal Computer
CPU: 4 core; 2 GHz o superiori
RAM: 8 GB o superiori
Dimensione Schermo: maggiore di 14 pollici Risoluzione Schermo: HD (1366x768) o superiori Memoria interna (disco o SSD): 256 GB o superiori Connettività: Wi-Fi, Bluetooth, USB
Fotocamera: 8 Mpx ƒ/1.9
Autonomia: 8 ore o superiore
Audio integrato

Questi dispositivi, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero essere coperti da un contributo massimo di 300 euro. Ci rendiamo quindi subito conto che nessun prodotto commerciale noto, con queste caratteristiche minime, potrà mai essere reso disponibile.

Questa situazione lascia spazio a forniture “fantasiose” e di provenienza molto cinese le quali nella descrizione promettono “webcam con miliardi di pixel” per poi scoprire che il sensore è a normalissima definizione VGA (640×480 px), o CPU con 4 core, per poi scoprire che è un vecchissimo Intel Atom / Celeron con “core emulati”. Speravate in un Intel i3/ i5 o in un Ryzen 3 o 5?

Quindi, io utente sono costretto a farmi rifilare una ciofeca pazzesca e a doverla pure pagare. (sì perché il contributo copre una parte del costo, non tutto).

Non si capisce chi abbia scritto quelle specifiche: non è di certo un tecnico, ma nemmeno un utente medio che segue minimamente il mercato della tecnologia.

Di più: eliminando questo assurdo vincolo ci sarebbero stati i fondi per rendere il voucher disponibile sull’intero territorio nazionale, senza creare disparità tra la popolazione.

Altri Errori:

  1. Domanda di Ammissione al Contributo e tempistica. L’utente deve utilizzare la modulistica creata appositamente, compilarla in ogni sua parte, inviarla all’Operatore al quale è demandata tutta la parte di verifica sia della congruità e della conformità di quanto fornito, il quale Operatore dovrà poi inoltrarla al gestore dell’iniziativa Infratel, che dovrà a sua volta verificarne dichiarare – a mezzo controlli a campione nel tempo – se l’utente ha diritto o meno alla scontistica. Il tutto entro 90 giorni. NOVANTA GIORNI! Sono tre mesi. Un utente, che in questo periodo ha sicuramente bisogno più che in altri momenti di una connessione internet, oltre a non avere i mezzi per acquisirla deve anche aspettare fino a tre mesi per averla. Poniamo poi che vi sia una difformità: Infratel cesserà di erogare i fondi all’Operatore e l’Operatore dove pensate che andrà a recuperare i costi già sostenuti? Sull’utente, chiaramente.
  2. Procedura di Ammissione al Contributo. Tale procedura poteva, per una volta, essere resa facile: ci sono tanti modi con gli strumenti della contemporaneità (i.e. form web, SPID, Agenzia delle Entrate Online). Occasione persa: la modulistica necessaria richiede probabilmente che l’utente si rivolga ad un CAF. E’ tutto slegato, non integrato, difficile.

Cosa succede ora? Succede che per adeguarsi ai requisiti nazionali richiesti anche la società per cui lavoro aderirà a questa iniziativa, così come tanti altri operatori. Ma si poteva fare meglio, davvero tanto meglio, utilizzando con più concretezza i fondi disponibili.

Ad esempio, nel 2014 la società per cui lavoro ha pensato ad un Piano Internet dedicato alle Utenze in fascia di reddito ISEE 1 (detiene ancora il primato di essere l’unico Operatore in Italia ad avere una soluzione del genere). E’ una soluzione semplice, costa meno di 10 euro al mese, ed a conti fatti, guardando il Piano Voucher, è ancora la soluzione migliore: nessun vincolo, attivabile in una settimana, disponibile per tutti.

Certo, tutto l’onere di questa soluzione è sull’Operatore che la fornisce.

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