Ormai siamo agli sgoccioli, la mia istanza di candidatura è stata presentata.
Anche il Piano di Intenti è stato presentato e vorrei condividerlo qui; è frutto di un forte lavoro di sintesi in quanto tale era la richiesta, sebbene per la vastità che l’incarico comporta, di metodi per l’applicazione di Agenda Digitale ve ne sono a profusione, sopratutto per chi nel settore dell’ICT vive e vede tutti i giorni quali siano le difficoltà da affrontare, quali le arrabbiature magari, per un sistema non ben allineato, scricchiolante a volte. Le considerazioni svolte riguardano innanzitutto come affrontare un percorso già tracciato – non va dimenticato – e quindi come gestire al meglio le risorse disponibili, ed anzi, come semplificare e razionalizzare un apparato che richiede prestazioni d’eccellenza. Per lavorare nell’ambito delle tecnologie bisogna muoversi al passo con esse, bisogna conoscerle e sapere fin dove possono spingersi, facendole convergere al punto di massima resa.
Tra le righe non scritte vi è difatti la clausola che comporta, richiede, che la persona scelta per questo incarico debba essere formata all’uso dei mezzi dell’era digitale, per poter dirigere un intero apparato verso le soluzioni più adeguate.
Ora vediamo invece le righe scritte.
- Consolidamento delle collaborazioni con Associazioni sul territorio nazionale col fine di razionalizzare gli ambiti operativi e ridurre la complessità gestionale degli interventi, senza incremento delle voci di costo;
- Istituzione di un Organismo di Controllo strutturato come Consorzio a partecipazione mista pubblico/privato, senza finalità di lucro e supervisionato da Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, i cui membri, individuati per selezione diretta, avranno compiti di governance sulla destinazione dei fondi relativi le infrastrutture e di monitoraggio sull’uso di tali fondi, attraverso procedure e modelli di controllo pubblicamente disponibili e verificabili;
- Nell’ambito del monitoraggio degli interventi da svolgersi e delle infrastrutture pre-esistenti: realizzazione di una Mappa Nazionale delle Infrastrutture – siano esse via cavo o wireless – strutturata con filosofia OpenData, al fine di focalizzare la destinazione di fondi, valorizzando e sostenendo gli investimenti già svolti;
- Valorizzazione delle soluzioni tecnologiche diversificate ovvero definizione di una strategia a supporto di tutti gli operatori nazionali col fine di adottare le migliori tecnologie possibili in relazione all’orografia del territorio nazionale ovvero armonizzazione di FTTx (fibra), Wireless (licensend/unlicensed), Radiomobile (3G/LTE), Satellitare, permettendo il rapido raggiungimento della copertura di tutto il territorio nazionale in banda larga con scalabilità verso banda ultra-larga;
- Costituzione di un Polo di Ricerca e Studio delle nuove tecnologie per offrire pronta ed univoca risposta nonché attenzione alle problematiche espresse dalla popolazione (i.e. diatriba sul WiFi nelle scuole > studio sull’applicabilità della tecnologia a cavo fessurato per creare micro-aree di accesso WiFi estremamente confinate, annullando l’esposizione alla radio-frequenza degli altri soggetti presenti nell’edificio);
- Istituzione di una Commissione di esperti per la definizione di un piano di formazione unificato per l’insegnamento della cultura digitale nelle scuole primarie e secondarie da presentare in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Questi sono punti a carattere generale, sintetizzati per la forma in cui sono stati richiesti, che tuttavia contengono i semi di un unico quanto semplice concetto: per creare un’Italia Digitale bisogna creare Cittadini Digitali, fornirgli sia l’accesso ai mezzi sia l’accesso alla conoscenza.
Sono le persone a muoversi nella Pubblica Amministrazione, nelle Imprese, nella vita quotidiana. Il Digitale non si può imporre a colpi di normative se le persone non sono recettive o se il costo per renderle tali si rende uno svantaggio.
Il percorso di digitalizzazione di questo Paese deve svolgersi con gli strumenti di un dialogo aperto con il tessuto del Paese medesimo, fornendo risposte univoche e dettagliate a precise domande.
A fianco dell’opera di innovazione deve correre su binario parallelo un’opera di istruzione e questo percorso appare evidente non possa svolgersi nel breve termine, con la fretta e l’ansia di arrivare a produrre obiettivi raggiunti da segnare sulla carta dei progressi. Lo stesso concetto di crescita implica un’azione che si svolge nel tempo senza margini dati, per tappe certo, ma senza un tetto superiore dopo il quale si possa dire “siamo arrivati, adesso basta”; si devono per certo rispettare le scadenze ma non devono essere queste il motore del cammino.
