Stupido computer


Questa è un’esclamazione tra le più comuni entro i confini main stream dell’informatica, sovente e più recentemente sostituita da locuzioni più colorite con riferimenti alla madre di tutti i computer.

Questa è un’esclamazione che viene spesso pronunciata dai miei clienti o durante uno di quei corsi che preparano il futuro utente informatico a sopportare tutta l’ansia di un word processor; o anche tra quelli che una volta sostenuta la Patente Europea del Computer (ECDL) – dagli amici detta “Indottrinamento al software Microsoft” – hanno l’animo di ritenersi pronti a distribuire il verbo informatico ai quattro venti, sovente sul posto di lavoro, diventando responsabili di orride sciagure, per le quali l’unica spiegazione a loro plausibile è che il computer che stanno usando – ma anche quel nuovo sistema di archiviazione documentale a valle del progetto “buttiamo tutto l’archivio cartaceo” – si rifiuta di eseguire alcune tra le più elementari operazioni da loro apprese al sopra citato ECDL. Tuttavia il loro “sapere” è stato riconosciuto, ora sono “tecnici”.

Io invece sono perfido. Uno stadio oltre il cinismo.

Adoro quindi pungolarli e stimolarli a prendere ancor di più coscienza della loro preparazione incitandoli ad imbarcarsi in progetti i quali, sovente alle prime battute, hanno esiti catastrofici.

Lo faccio perché alla fine è la politica Microsoft. Nuda e cruda. Loro, grazie ad accordi molto sospetti con vari enti internazionali, creano il terreno per la diffusione dei loro sistemi e tecnologia (la ECDL è qualcosa di drammaticamente evidente). Noi dell’indotto di assistenza invece, possiamo a nostra volta guadagnare come maialini grazie a prodotti per lo più scadenti e soprattutto grazie allo stuolo di “coltivata” utenza alla quale nemmeno dovrebbe essere permesso di avvicinarsi ad un computer.

Questa è tuttavia la fetta di clientela reticente, quella per la quale abbiamo trascorso qualche mese a illustrare e far provare “tutto quanto esiste – e funziona meglio – al di fuori dell’universo Microsoft”, continuano imperterriti a tirarsi delle clamorose martellate sugli attributi, spendendo come ossessi all’inseguimento di un poco di pace e serenità lavorativa (che peraltro, è previsto, essi non debbano raggiungere mai). Difatti e con circa cadenza annuale, escono nuove “suite” di mamma Microsoft, solo parzialmente compatibili con i prodotti delle precedenti, estremamente esose di risorse hardware (quindi, cambiamo ancora il parco macchine, dai), vergognosamente attaccabili e cedevoli da ogni dove (virus, spam, merdacciate varie aperte di “tecnici” ECDL nella loro casella di posta e praticamente un panorama sempre nuovo di fregature dietro l’angolo).

Devo essere chiaro. Non ho avversione per Microsoft e in generale per i computer che adottano questo sistema. Anzi, sono profondamente riconoscente a tutti quanti.

In sostanza, per fortuna che i computer sono stupidi; per fortuna.

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