Quando si vuole pubblicare qualcosa sul web, nei termini del self web publishing ovvero mi faccio tutto io perché risparmio capita di incocciare in alcune crude realtà, appena dietro l’angolo dei patinati venditori di spazio / hosting web.
Le figure che in Italia permettono di gestire autonomamente uno spazio web, oltre a fornitore della connettività, sono i mantainer e il tutto fare CNR di Pisa, cui ha sede il NIC, organo che si occupa di registrare i dominii web e distribuire i record DNS.
I mantainer sono aziende, come Aruba ad esempio o – quello che preferisco, BRC Network, che vince di molte lunghezze in professionalità e contatto umano – che si occupano di gestire i server sui quali risiede lo spazio web e i servizi che i reseller – i rivenditori come la mia azienda – si procurano di vendere appunto.
Il tutto fa capo a NIC, sovrano unico e indiscusso della scena, pollice su o pollice giù.
Bene, il sistema è strutturato in questo modo e per anni ha funzionato piuttosto bene; fintanto almeno che i dominii registrati rimanevano entro alcune centinaia all’anno.
Ora vi è un grosso problema. Per carità, siamo tutti molto felici di questo problema. Vendiamo e gestiamo molti dominii, il mercato fin dal piccolo artigiano si sta rendendo conto che o sei su Internet o non sei nessuno.
Il NIC, no. E’ leggermente in ritardo.
Attivare un qualsiasi dominio internazionale con suffisso a scelta – .com .net .org .co.uk .quellochevolete – è procedura talmente automatizzata che dalla richiesta del cliente alla disponibilità del prodotto sul server intercorrono appena poche ore, se non manciate di minuti. E questo avviene perché la richiesta non passa dal NIC.
Ora arrivano i dolori. Ho tralasciato volutamente i dominii .it dalla lista precedente.
Preparatevi. Se volete registrare un .it dovete armarvi di un pò di pazienza e trafelare per una gustosa dose di burocrazia dal sapore radicatamente italiano.
Innanzitutto, pare ovvio quasi, chi intende registrare un qualsivoglia dominio deve farlo a suo nome, cosa che è obbligatoria in Italia e dovrebbe essere anche in altri Paesi più lascivi, almeno per non incorrere nel fenomeno dei rogue registrant, ovvero oscure organizzazioni che registrano dominii con nomi simili a dominii di note marche commerciali per poi istruire siti con finalità di ricatto verso queste.
Una volta registrata la richiesta a proprio nome, inserendo i propri recapiti, di norma in qualsiasi altro caso, tranne che per i .it ovviamente, il dominio viene attivato a breve tempo.
I .it invece subiscono una farraginosa e aggiuntiva procedura che prevede la compilazione di una LAR – Lettera di Assunzione di Responsabilità, il cui registrante dichiara le proprie generalità e afferma di assumersi ogni responsabilità civile o penale derivante dall’uso di questo dominio.
Compilati i due fogli della lettera, questa deve essere rispedita in originale al mantainer il quale a sua volta la deve inviare via fax all’unico e sovente intasato numero di fax del NIC.
Tutta la gestione della procedura è totalmente manuale. Fa paura.
Giusto in questi giorni alcuni miei clienti hanno dovuto attendere un paio di settimane per vedere attivi i loro dominii. Per non farli aspettare – e innervosire più del dovuto – ho proceduto ad attivare loro un dominio temporaneo .com (tempo di attivazione 30 minuti).
Motivo dell’attesa? Inviato fax della LAR, attesa 2 giorni, NIC risponde pollice giù – LAR pervenuta non completa (ma ditemi almeno dove), rispedito fax, altri 3 giorni, NIC risponde fax pervenuto solo parzialmente (ma cambiate fax cribbio), rispedita, altri 3 giorni, NIC risponde manca una riga a fondo pagina (e fatelo riparare sto fax), rispedita….ecc ecc.
Ieri, dopo quasi 20 giorni, arrivata conferma di attivazione.
Avevo già avvisato che sarei andato a trovarli, Pisa non è poi così lontana e durante il viaggio avrei preparato alcune parole di saluto per quei cari ragazzi.
La LAR? Non serve a niente. Se uno vuole fornire false generalità non vi è alcun tipo di controllo su queste – se non a posteriori caso mai avvenga qualche sinistro.
E allora nemmeno a titolo di prevenzione serve.
