Net Ubiquity, verso il Web 2.0


Web 2.0Ubiquità è un concetto inerente la massima di trovarsi o esprimersi in due o più luoghi contemporaneamente; trasposto ai giorni nostri e sfrondato dell’alone di misticismo che ha permeato il termine in passato, l’essere ubiqui è la capacità fornita al nostro avatar o entità virtuale di muoversi e operare tra le propaggini di Internet.

 

Sovente si associa la libertà all’assenza di vincoli e limiti, cadendo nella trappola di catene invisibili create dalla non onniscenza ovvero, nel caso specifico, dalla non conoscenza piena del mezzo – conoscenza peraltro non perseguibile in virtù della costante evoluzione della Rete.

Questo è Internet come lo conosciamo oggi, virtualmente infinite possibilità di comunicazione, di scambio, di crescita e in generale di interazione. Un sistema dinamico e caotico che si sviluppa su geometrie frattali, esprimendo esso stesso il suo adattamento al modello che lo ha generato.

Fin dalla sua nascita, non voluta né cercata, semplicemente apparsa con il contributo di un ristretto gruppo di personeArpaNET mosse dalla curiosità nel vedere all’opera un sistema di comunicazione digitale al tempo strettamente riservato ad ambiti governativi, la Rete ha attratto a sé frotte di curiosi, improvvisati navigatori – termine tuttavia apparso solo ai tempi dei primi web browser – e osservatori di un fenomeno nascente; ha poi destato l’interesse delle società e del mercato economico, i quali promotori hanno individuato i modi per rendere la Rete appetibile e alla portata di tutti o quasi.

Ora siamo di fatto giunti alla necessità di essere presenti o essere rappresentati in Rete, scandalizzandoci quasi per coloro i quali ne sono al di fuori, percentuale esclusa per scelta o per impossibilità. A questo stadio riflettiamo su alcune difficoltà oggettive di Internet nell’esprimere adeguatamente il suo potenziale. Viene definita una rete anarchica e non organizzata in generale, senza dettami di obiettivi da raggiungere, se mai si può riuscire a individuarne qualcuno non avendo appunto la piena percezione delle sue mutevoli propaggini.

InternetLo strumento Internet fornisce la possibilità di accrescimento personale attuandosi proprio tramite la persona che lo utilizza, mutuando la sua potenzialità all’utente che ha la facoltà di trasportare le nozioni e i servizi. Utente che ha anche il difetto di tralasciare consciamente o meno informazioni, oppure travisarle.

L’informazione si genera alla sorgente, causa diretta dell’evento che la crea. L’informazione può essere modulare e strutturata, indi arricchita di compendi e accessori ma deve necessariamente mantenere il dato originale.

Attualmente l’informazione è priva di una sua etica e viene rimbalzata, filtrata, modificata a piacimento, liberamente, dagli utenti della Rete. Prescindendo le reazioni che ne possono sindacare attendibilità, in misura parziale o totale, non comunque discernibile e non riconducibile alla sorgente, l’informazione è un prodotto esente da controllo di qualità.

Eppure è proprio di informazioni che si costituisce la Rete.

Web 2.0 è un paradigma che si riferisce alle tecnologie che permettono alle informazioni di diventare indipendenti dalla persona che le produce.

WikipediaIl nuovo Internet vuole proporsi come un insieme di prodotti e servizi altamente collaborativi ove il centro nevralgico sono le informazioni al servizio degli utenti, le quali si costituiscono non dall’esperienza del singolo ma dalla collaboratività generata dalla massiva aggregazione degli utenti, prendendo spunto dai paradigmi evoluzionistici più consolidati ove la maggiore diversità è fonte di ricchezza aggiunta al patrimonio genetico.

La nuova Rete, rivoluzione silente e ben accolta, si presenta facendo capolino in realtà come Wikipedia, l’enciclopedia nata dal contributo degli utenti e in costante evoluzione, così come le comunità dei bloggers o l’esplosione del fenomeno delle NetTV, la televisione sul web creata dagli utenti stessi seguendo le reali necessità di questi.

Vi è poi un’altra rivoluzione che si sta allargando a macchia d’olio, ovvero il concetto di ubiquità applicato agli utenti medesimi. Reazione causa – effetto generata dalla separazione dei servizi dal mezzo di trasporto implica il paradigma dell’accessibilità.

Una Rete accessibile è un servizio distaccato dal suo trasporto, ovvero dalla tecnologia fisica che ne permette l’accesso e la distribuzione da e presso gli utenti; per trasporto intendiamo le tecnologie che permettono di accedere a Internet, ovvero le tipologie di connessioni fisiche che vanno dal modem analogico alle linee veloci in banda larga.Fibra ottica

Senza cedere al consumismo per avere a portata di mano gli ultimi giocattoli che la tecnologia propone, sottostante a canoni di mercato per il quale il non acquistare equivale al volontario sottoporsi a massacranti pressioni psicologiche, la realizzazione del moderno paradigma di ubiquità si propone attraverso infrastrutture che si adattano all’utente, svincolandolo dalla necessità di inseguire la tecnologia seguendo le roadmap centellinate che il mercato suggerisce come scelta unica.

Abbiamo dunque due layer tecnologici che si vanno a sovrapporre mettendo in essere la possibilità all’utente finale di operare una scelta; il trasporto diventa dunque una opzione che non espone a diversità o categorizzazioni chiuse che creano invisibili ma tangibili barriere.

WiFiLe reti senza fili sono il compendio delle reti cablate, esistono per rispondere a determinate necessità richieste dagli utenti e non per supplire le une alle altre. La coesistenza dei due layer permette alle informazioni di muoversi tra l’una e l’altra mettendo a disposizione per ciascuna le peculiarità delle quali la tecnologia adottata gode, demandando tuttavia all’utente la scelta di queste.

L’utente è tuttavia un’entità che adopera le proprie scelte non in base ad una conoscenza approfondita dei due sistemi di trasporto, quanto l’essere in potenza di un insieme di necessità che vengono riconosciute dai sistemi di trasporto, rendendolo dunque esente dall’apprendere nozioni non richieste o non rientranti nelle sue necessità.

Attualmente ai giorni odierni vendiamo ancora un prodotto, una tecnologia di accesso a Internet. L’utente deve conoscere il prodotto che acquista; oltre ad essere un suo diritto gli viene inculcata una conoscenza sovente e volutamenteWiFi City frammentaria, utile solo a fini commerciali e sulla base di questa solo successivamente uno o più servizi.

L’evidente conflittualità tra servizio e trasporto è l’attuale freno allo sviluppo della Rete come insieme di servizi completamente slegati dal trasporto.

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